domenica 25 giugno 2017
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Allergie Oculari

Cos’è la Congiuntivite allergica

Parlando di superficie oculare, intendiamo in genere un sistema formato da palpebre,
sclera, congiuntiva, cornea e film lacrimale; tutte le citate strutture sono quindi soggette a processi di reazione da immunosensibilità le quali possono riconoscere un esordio fin dai primi anni di vita.
Importantissimo è anche il ruolo svolto dai fattori climatici ed ambientali per l’insorgenza di questo gruppo di patologie oculari.
La sede di maggiore riscontro a livello oculare di reazioni su base immunoallergica è la congiuntiva, ciò avviene poiché è una mucosa altamente vascolarizzata a diretto contatto con l’ambiente che ci circonda e quindi facilmente aggredibile da agenti patogeni esterni ma anche, come nella nostra specifica trattazione, da agenti sensibilizzanti (allergeni).
Seri sintomi di allergia agli occhi possono essere molto dolorosi e sono il motivo più frequente di visite dagli allergologi, dagli oftalmologi e perfino di richieste di pronto soccorso.
Raramente le allergie oculari causano complicanze gravi che potrebbero minacciare la vista.
Sono associate solitamente con le altre condizioni allergiche, in particolare con la febbre da fieno (rinite allergica) e l’eczema atopico (dermatite).
Le cause delle allergie agli occhi sono simili a quelle della febbre da allergia da fieno e asma.
I farmaci e cosmetici possono svolgere un ruolo significativo nel causare questo tipo di allergie.
Le reazioni alle irritazioni oculari ed altre condizioni degli occhi (per esempio, infezioni quale congiuntivite batterica) sono confuse spesso con l’allergia.
Le allergie dell'occhio coinvolgono prevalentemente la congiuntiva, che è il tessuto di rivestimento (membrana mucosa) che copre la superficie bianca del bulbo oculare e la parte interna delle palpebre.
La congiuntiva è una struttura di protezione che è esposta all'ambiente ed a molti allergeni differenti (sostanze che stimolano una risposta allergica) dispersi nell'aria, è ricca di vasi sanguigni e contiene più mastociti (cellule che secernono istamina ed eparina) rispetto ai polmoni.
Le ghiandole lacrimali sono posizionate nelle parti superiori ed esterne dell'occhio.
Sono responsabili della produzione della componente acquosa delle lacrime, che mantiene l'occhio umido e lava via le irritazioni.
Le lacrime inoltre contengono le componenti importanti della difesa immunitaria quali l'immunoglobulina (anticorpi), i linfociti (globuli bianchi specializzati) e gli enzimi.
La cornea è la struttura trasparente davanti al cristallino dell'occhio, non ha vasi sanguigni e possiede pochissima azione immunitaria.
Circa il 50% delle persone che soffrono di allergie hanno manifestazioni allergiche anche agli occhi.
I soggetti più esposti a questa malattia allergica sono coloro che hanno un passato di rinite allergica o di dermatite atopica ed una evidente storia familiare e/o personale di allergia.
I sintomi compaiono solitamente prima dei 30 anni di età.
Lo scenario dei sintomi di sviluppo di allergia è pressochè simile per gli occhi come per il naso.
Gli allergeni inducono l'anticorpo IgE a ricoprire le numerose cellule (mastociti) nella congiuntiva.
In risposta agli allergeni, i mastociti sono indotti a liberare l'istamina ed altri mediatori responsabili delle reazioni allergiche.
Le conseguenze sono prurito, bruciore e lacrimazione degli occhi che diventano rossi ed irritati a causa dell’infiammazione, che provoca la congestione.
Le palpebre possono gonfiarsi, anche al punto di chiudersi totalmente.
A volte, la congiuntiva si riempie di liquido e sporge dalla superficie dell'occhio.
Queste reazioni possono anche indurre una lieve sensibilità.
Solitamente, entrambi gli occhi sono colpiti da una reazione allergica.
Difficilmente, soltanto un occhio è implicato, specialmente quando soltanto un occhio irritato da un allergene, poichè questo induce i mastociti a liberare più istamina.
La congiuntivite allergica è l’infiammazione della congiuntiva causata da una reazione agli allergeni.
L'infiammazione causa l'ingrandimento dei vasi sanguigni nella congiuntiva, con conseguente arrossamento o presenza di sangue.

Classificazione


Congiuntivite allergica


La congiuntivite allergica, anche denominata "rinocongiuntivite allergica”, è il disturbo più comune tra le allergie oculari.

Le condizioni sono solitamente stagionali, la causa principale è il polline, sebbene gli allergeni dell'interno quali gli acari, le muffe ed la forfora degli animali domestici quali gatti e cani possono interessare gli occhi per un intero anno.
I disturbi tipici comprendono prurito, rossore, lacrimazione, bruciore, suppurazione acquosa e rigonfiamento della palpebra.
In larga misura, i sintomi acuti sembrano relativi al rilascio dell'istamina.
I trattamenti scelti sono tipici colliri antistaminici decongestionanti e cortisonici (steroidi) antinfiammatorii, con nuovi farmaci stabilizzatori di mastociti.
Gli steroidi dovrebbero essere usati soltanto se prescritti da un medico per le reazioni severe e su una base di breve durata a causa del potenziale per gli effetti secondari.
Gli antistaminici generalmente orali sono le opzioni meno efficaci, ma sono usati spesso per il trattamento della rinite allergica insieme alla congiuntivite.
Lo strofinamento degli occhi a seguito di prurito è una risposta naturale.
Tuttavia, strofinare peggiora solitamente la reazione allergica dovuto l'effetto fisico sui mastociti, che le induce a liberare più mediatori come risposta immunitaria.

Congiuntivite con dermatite atopica


Comunemente denominata “cheratocongiuntivite atopica", questa condizione è
causa nota dei cambiamenti di stato degli occhi, specialmente nei giovani adulti.
La cheratocongiuntivite atopica implica l'infiammazione sia della congiuntiva che della cornea.
Questa forma di congiuntivite solitamente interessa i ragazzi adolescenti (tre volte più frequentemente delle ragazze) ed è più comune in coloro che hanno avuto dermatite atopica durante l'infanzia.
La circostanza è caratterizzata da intenso prurito e rossore che compaiono sulle palpebre.
Una grave suppurazione dagli occhi può verificarsi e la pelle della palpebra può presentare squame e croste.
Nei casi gravi, gli occhi diventano sensibili alla luce e le palpebre si ispessiscono notevolmente.
Se trattata male, possono verificarsi danni permanenti alla cornea dovuti allo sfregamento cronico degli occhi che causa cambiamenti della vista.
L’innesco della cheratocongiuntivite atopica appare simile ad alcune dermatiti atopiche.
Occasionalmente, un'infezione di una zona peggiora i sintomi ed il trattamento antibiotico può contribuire a controllare il prurito.


Cheratocongiuntivite primaverile


La cheratocongiuntivite primaverile o Vernal è una forma più rara, ma più severa che tende a manifestarsi in ragazzi preadolescenti e compare solitamente verso la fine della primavera soprattutto in zone rurali secche, polverose, ventose e prevalgono le alte temperature.

Si manifesta con occhi sensibili alla luce, viscosità, e la superficie sotto le palpebre superiori compare una protuberanza.
Nelle forme avanzate possono comparire noduli congiuntiveli ma anche dolorose ulcere corneali.
Il trattamento improprio della cheratocongiuntivite Vernal può condurre a danno visivo permanente.

Terapia


Il trattamento fino ad oggi più impiegato era la somministrazione di colliri steroidei e antistaminici, a volte con scarso successo e frequenti recidive nelle forme più insidiose.

La qualità di vita di questi pazienti affetti da cheratocongiuntivite Vernal (VKC) è seriamente compromessa poiché, oltre al continuo fastidio diurno e notturno, l’esposizione alla luce solare e il soggiorno in ambienti esterni è causa di accentuazione dei sintomi.
Negli ultimi anni abbiamo pertanto istituito, con l’equipe dell’U.O. Operativa Oftalmologia II Universitaria e l’U.O. Operativa Pediatrica I Universitaria del Policlinico di Bari, un centro di riferimento nazionale per il trattamento di tali forme gravi di cheratocongiuntiviti allergiche, dove sono seguiti un centinaio di casi annualmente e trattati con farmaci richiedenti protocolli di terapia particolare, somministrabili esclusivamente in ambiente ospedaliero e realizzati secondo particolari criteri di laboratorio.
I pazienti sono sottoposti a frequenti controlli e seguiti esclusivamente per tutta la durata della somministrazione del farmaco impiegato: la ciclosporina topica (un agente immunosoppressore che ha dato ottimi risultati in tale impiego terapeutico, privo di effetti secondari e controindicazioni).
Tuttavia è consigliabile sottoporsi a tale trattamento esclusivamente da personale altamente qualificato e competente in tale settore sub-specialistico, trattandosi oltremodo di terapie off-labels in soggetti per la maggior parte pediatrici.
La nostra esperienza ormai decennale in ambito nazionale ed internazionale ci ha consentito di sperimentare nuove molecole da impiegare ulteriormente in tale patologia.
I risultati sono già visibili in pochi giorni e le recidive stagionali divengono generalmente rare.
Gli occhiali da sole sono inoltre ausili molto utili per proteggere gli occhi da vento e polvere (con lenti di qualità, filtranti le radiazioni ultraviolette), così come le lacrime artificiali ad alto peso molecolare (preferibili in formato monodose) possono migliorare notevolmente il comfort oculare dei soggetti affetti.
In genere, nei soggetti in cui la diagnosi è già stata da tempo confermata e sviluppanti regolarmente manifestazioni allergiche oculari in alcuni periodi stagionali, sarà bene cominciare una terapia di copertura già da alcune settimane antecedenti l’esordio dei primi sintomi.
Attualmente le nuove molecole in commercio (colliri antistaminici - stabilizzatori di membrana) ci consentono una gestione abbastanza agevole del paziente affetto, anche con monosomministrazioni topiche da realizzarsi giornalmente e strategie terapeutiche programmabili nel tempo.

 

Case report:

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